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Un leader ha molti hobby, minimo quattro: vedere, guardare, ascoltare, capire…..può incantarsi di fronte ad una ciambella zuccherata al bar e ripercorrere tutta la sua storia dall’impasto allo stato d’animo dei fornai che lavorano nella notte e dormono di giorno …con lo stesso atteggiamento segue le elezioni dell’ultimo presidente USA…il suo talento è nel cercare connessioni tra ciambelle e Barak Obama che possano aggiungere qualcosa al suo grande progetto che si riassume in tre risultati: migliorare, migliorare, migliorare…e per questa sua fissa le idee e gli spunti sono già presenti da qualche posto nel mondo si tratta di assemblarli…Con la parola speranza ha un rapporto..come dire…tiepido poiché nel suo atteggiamento nei confronti della realtà si basa su principi stringenti: “si fa qualcosa di buono con quello che c’è”.. se dovesse arrivare un aiuto divino sotto forma di fortuna ben venga ma non è uomo che da  appuntamenti al caso.. è un pessimo cliente per lotterie gratta e vinci e tombole di natale…
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Eccoci arrivati alla terza e ultima parte sulle situazioni fertili alla nascita delle idee.

Avete sperimentato o vi siete riconosciuti in qualcuno dei contesti descritti in precedenza? Non ancora? Allora bisogna aumentare la pratica!

Ecco altri 8 ambiti che se saprete sfruttare appieno vi faranno divenire veri e propri geni.

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La leadership di sé stessi necessita della consapevolezza di essere composti da tre entità, personalità, dimensioni…qualsiasi nome va bene ....alla quale si aggiunge un quarto elemento ..che si chiama coscienza..ovvero il pensiero che guarda il pensiero, la capacità di guardare se stessi mentre si agisce ..una sorta di effetto aquilone dove  dallo stare in terra ci si svolazza sopra e ci si vede da li …in un legame diretto, unico..

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Il vostro narratore ha pensato bene di andare al cuore degli argomenti che ha trattato, cercando di fare esattamente quello che si fa nell’attività di consulenza direzionale, e cioè di mettere in dubbio anche le situazioni più ovvie.

Allora perché non fare la stessa cosa anche per l’azione centrale della Lean production, e cioè la caccia al muda, allo spreco?

In effetti ci viene insegnato che lo spreco è la madre di tutti i malanni, portatore di inefficienze e di costi nascosti, e tutta l’attività che viene svolta è incentrata alla ricerca spasmodica di tempi e spazi da recuperare.

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